La Faradda di li Candareri

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Data: 14 Agosto 2017 18:00

Città: Sassari, Italia

CENNI STORICI

La Faradda di li candareri (Discesa dei candelieri) è una scenografica rievocazione storica e celebrativa che si svolge la sera del 14 agosto (vigilia della Madonna Assunta); è la processione religiosa più amata e sentita dai sassaresi.
La "Festha Manna" dal 2013 rientra tra le “Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla”, considerate “patrimonio immateriale dell'umanità” dall’UNESCO, ma le sue origini sono molto antiche e affondano le loro radici nella Toscana delle Repubbliche Marinare.
Le celebrazioni con i ceri votivi, secondo la tradizione, iniziarono nella Pisa del XIII secolo, quando, in onore della Vergine Maria, la sera del 14 agosto, venivano portati in processione, fino alla Cattedrale, dei grossi tabernacoli ricoperti di cera e raffiguranti episodi biblici o effigi di santi.  Con ogni probabilità, alcune città sarde alleate della Repubblica di Pisa (tra cui appunto Sassari) concorsero all'oblazione dei ceri e in seguito fecero propria questa celebrazione, spesso in barba al volere dei diversi dominatori (genovesi, aragonesi e poi spagnoli) che la giudicavano eccessivamente onerosa. Tuttavia, con il passare degli anni, i Gremi (associazioni di arti e mestieri) che si erano sempre fatti carico delle spese per la cera, decisero di utilizzare, al posto dei tabernacoli, dei candelieri di legno.

3candelieriss Nel corso del Cinquecento, Sassari, fu più volte devastata dalla peste; leggenda narra che una delle epidemie più terribili si concluse proprio alla vigilia di Ferragosto, grazie alla divina intercessione della Madonna che esaudì un voto solenne formulato, probabilmente nel 1531, dagli 8 Gremi maggiori del tempo (massai, sarti, muratori, mercanti, conciatori, calzolai, ortolani e pastori); le diverse corporazioni si impegnarono così a portare in processione otto candelieri, ogni 14 agosto, dalla "piana di Castello" (l'attuale piazza Castello), sino alla chiesa di Santa Maria di Betlem.
Nel corso dell’Ottocento, Sassari venne colpita da un’epidemia di colera ed il voto venne rinnovato e ripreso con ancora maggior vigore: nel 1855, quando l’ondata colerica giunse al termine, i Candelieri uscirono in processione la sera del 1º dicembre.
Nel corso del XIX secolo, la "festha manna" fu a rischio: si sciolsero, infatti, il Gremio dei mercanti, quello dei pastori e quello dei carradori. Inoltre, il Gremio dei sarti decise di non sfilare più in processione. Il Comune, per salvare la Faradda de li Candareri decise, quindi, di dotare ogni gruppo di una divisa e, dove aver convinto il Gremio dei sarti a partecipare nuovamente, ammise nuove associazioni.
 
I GREMI E I CANDELIERI

I Gremi, depositari della storia cittadina fin dal Medioevo, sono i grandi protagonisti della Discesa dei Candelieri. Il più antico e il più importante fra i candelieri2Gremi è quello dei Massai, i proprietari terrieri. Sono i primi ad entrare nella chiesa di Santa Maria di Bethlem e, durante la sfilata,  il loro Obriere maggiore ha l’onore di fermarsi, presso il Palazzo civico, con il sindaco per il tradizionale brindisi d’augurio.
Sebbene i Gremi persero la loro funzione corporativa nel 1846 (durante il Regno Sardo-Piemontese), continuarono a configurarsi come confraternite religiose ed associazioni di mutuo soccorso e a lavorare alla festa del 14 agosto, rispettando rigide gerarchie. Il capo, nonché il rappresentante, del Gremio, è l'Obriere maggiore, eletto ogni anno nel corso della festa patronale; oltre a coordinare le diverse attività, è lui che durante tutte le manifestazioni porta lo stendardo. La discesa del Candeliere è organizzata dall'Obriere di Candeliere, mentre della sua custodia durante l’anno se ne occupa l'Obriere di cappella.
In origine, i Candelieri erano macchine dalla forma di tabernacolo che contenevano ceri, ma con il passare degli anni si è deciso di sostituirli con colonne lignee dalla forma cilindrica, complete di piedistallo e capitello. I ceri votivi – decorati con l'immagine della Madonna, con lo stemma della corporazione e del Santo protettore del Gremio -  sono alti circa 3 metri per 40 centimetri di diametro e hanno un peso che va dai 300 ai 400 chili.
Il numero dei Gremi partecipanti alla sfilata non è mai stato fisso, ma in genere è compreso tra gli 8 e gli 12. All’ultima edizione hanno sfilato 11 Gremi, con altrettanti ceri votivi:

  1. Calzolai: hanno sede nella cappella di San Luigi Gonzaga (chiesa di San Giuseppe) e partecipano dal Cinquecento; indossano frac nero con camicia bianca, papillon, guanti neri e sciabola; il colore del corpetto richiama quello della bandiera del Gremio. Il loro Candeliere è stato costruito nel 1924 e si caratterizza per la presenza di quattro colonnine che collegano i vertici del basamento al capitello ottagonale. Il fusto centrale è avvolto da un panneggio in rilievo di colore azzurro.
  2. Falegnami: hanno sede nella cappella di San Giuseppe da Copertino (chiesa di Santa Maria in Betlem) e la loro prima sfilata risale al 1921, anno in cui realizzarono il loro Candeliere. Portano la spada ed indossano frac nero, pantaloni neri, camicia bianca, papillon e guanti neri, mentre il corpetto è di colore azzurro; Il loro Candeliere, a differenza da tutte gli altri, ha alla base lo stemma di Sassari.
  3. Fabbri e Affini: hanno sede nella cappella di Sant'Eligio (duomo di San Nicola) e vantano lo statuto più antico tra le corporazioni di Sassari (risale al 1521); questo Gremio è l’unico a portare un candeliere di colore rosso (come il fuoco che si usa per forgiare il ferro). Lo stendardo grande è di colore cremisi con l’effige del Santo Patrono.
  4. Massai: hanno sede nella cappella della Madonna delle Grazie (chiesa di San Pietro in Silki) ed erano i grandi proprietari terrieri dediti alla coltivazione dei cereali; è il Gremio titolare della Confraria del Poble. Dal 1531, i massai, hanno il privilegio di entrare per primi in Chiesa. Portano una spada ed indossano frac nero con camicia bianca, guanti, gilet e papillon neri, mentre l’Obriere Maggiore indossa guanti e papillon bianchi. Il loro stendardo è in damasco di colore bianco.
  5. Piccapietre: hanno sede nella cappella della Madonna della Salute (chiesa di Santa Maria in Betlem); portano la sciabola ed indossano il frac con gilet nero, papillon, camicia bianca e guanti neri; la loro bandiera è di damasco celeste con al centro il ritratto della Madonna della Salute, mentre il loro Candeliere è color bianco-avorio.
  6. Viandanti: hanno sede nella cappella della Beata Vergine del Buoncammino (chiesa di Sant'Agostino) ed erano gli antichi carrettiere e trasportatori. Il costume è di quattro fogge differenti, a seconda della posizione gerarchica dei Gremianti, ma tutti portano guanti bianchi e “lu sumbreru”, un copricapo in uso nel clero del Sei-Settecento. La base del candeliere è di colore marrone tendente al rosso, mentre la colonna presenta vari fregi su cui spicca un drappeggio verde acqua sorretto da tre putti.

    Gremio dei Viandanti

    gremio dei viandanti
  7. Contadini: hanno sede nella cappella di San Giovanni Battista (chiesa di Santa Maria in Betlem); erano i piccoli proprietari o prestatori d’opera per i grandi latifondisti. Indossano un costume in stile spagnolo, completato da una sciabola, e hanno una bandiera di colore rosso, bordata da una gallona dorata, con al centro il dipinto del patrono. Il Candeliere, dalla base molto semplice, è stato di colore bianco per diversi anni. Poi, però, in fase di restauro si è scoperta una cromia verde e si è deciso di portare il candeliere al suo originale colore.
  1. Muratori: hanno sede nella cappella della Madonna degli Angeli (chiesa di Santa Maria in Betlem); questo Gremio è tra le maestranze titolari delle antiche confrarie che in origine sciolsero il voto alla vergine Assunta. Indossano frac nero con camicia bianca, guanti, papillon neri e sciabola ed il loro stendardo celeste riporta sul lato destro la patrona e sul sinistro Maria Maddalena. Il candeliere, originariamente tendente al bianco è oggi, dopo il restauro, prevalentemente azzurro.
  2. Ortolani: hanno sede nella cappella della Madonna di Valverde (chiesa di Santa Maria in Betlem); è uno dei Gremi più antichi. Il costume varia a seconda della carica e hanno l’unica bandiera di colore verde, caratterizzata sia sul broccato che sul puntale dall'immagine della Madonna di Valverde; possiedono due Candelieri: uno è della seconda metà del XVI secolo e dal 1988 non è più utilizzato. Il nuovo candeliere, creato sul modello del precedente, è prevalentemente di colore marrone.
  3. Sarti: hanno sede nella cappella della Madonna di Monserrat (chiesa di Santa Maria in Betlem). In passato a questo Gremio era associato a quello dei calzettai. Il costume, completo di spada, è composto da frac nero con camicia bianca, guanti, papillon neri, e gilet in damasco giallo oro (stesso colore dello stendardo, recante l’effigie della Madonna di Montserrat). Questo Gremio vanta il candelliere più originale: in stile “impero”, non ha capitello ma sulla sommità della colonna arde un braciere.
  4. Macellai: hanno sede nella cappella di San Maurizio (chiesa della Santissima Trinità) e prendono parte alla discesa dei candelieri solo dal 2016. Sono vestisti con uno spencer inglese caratterizzato dal pizzo sul petto; entrambe le bandiere del Gremio (sia quella grande che quella piccola) sono di colore rosso, mentre il candeliere – recentemente restaurato - è di color crema brunita e presenta delle decorazioni in foglia d'oro.

Nell’edizione 2017 dovrebbe sfilare anche il Gremio dei Facchini (con sede nella cappella di San Luigi Gonzaga, presso la chiesa di San Giuseppe). Il candeliere benedetto, solennemente, l'8 dicembre 2006, è dipinto in stile "marmorino" di colore verde acqua e reca al centro del fusto l'effige della Madonna della Mercede. I Gremianti, dotati di spada, indossano un frac nero con ricami sulle maniche, una cappa bianca e una spilla riportante lo stemma dell'Ordine della Mercede. La loro bandiera è di colore bianco.
Il Gremio degli autoferrotranvieri è l’unico che non partecipa alla processione; inoltre non bisogna dimenticare che, con il tempo, numerosi Gremi di Sassari si sono sciolti: il Gremio dei mercanti fu il primo a sparire, mentre il Gremio dei carradori (oggi estinto) si è visto sequestrare il candeliere per insolvenze finanziarie.
Candeliere di San Sebastiano
Tra i tanti ceri votivi c’è n’è uno particolare: è quello costruito nel 2005 dai detenuti della colonia penale di San Sebastiano. Simile agli originali, è più sottile e di color rosso mattone. Nonostante ormai i detenuti si trovino nel nuovo carcere di Bancali, qualche giorno prima della Discesa, Il candeliere viene fatto ballare all'interno del carcere, da alcuni detenuti, alla presenza di autorità civiche e religiose.

LA FESTA
La Discesa dei Candelieri ha innegabili analogie con la celebre Corsa dei Ceri di Gubbio (che si svolge in onore di Sant’Ubaldo, ogni15 maggio) e con la processione dei Candelieri di Iglesias (Festa di Sancta Maria di Mezo di Gosto, che si tiene, come suggerisce il nome stesso, a Ferragosto) 
Sebbene la Faradda entri nel vivo la sera del 14 agosto, il rito ha inizio già al mattino, intorno alle 9, quando il candeliere (fino ad allora conservato nella cappella cittadina dedicata al santo protettore) viene portato davanti alle sedi dei Gremi o nei pressi dell'abitazione dell'obriere, per la vestizione: il candeliere viene adornato con bandiere, ghirlande di carta (bora-bora), fiori e, in alcuni casi, fasci di spighe di grano.
Una volta “vestiti”, i candelieri vengono trasportati fino alla piazza Castello da dove, dopo il tradizionale ringraziamento alla Vergine nella chiesa del Rosario (dove, generalmente si svolge una funzione religiosa), ha inizio la sfilata.

Gremio dei fabbri

gremio dei fabbri
Intorno alle ore 18, i candelieri, accompagnati dalle quattro bande cittadine, danno il via alla processione sfilando seguendo un ordine ben preciso: prima i Gremi più giovani e, per ultimi, i Gremi più antichi e prestigiosi. La sfilata 2017 dunque sarà aperta dal Gremio dei facchini; a seguire: macellai, fabbri, piccapietre, viandanti, contadini, falegnami, ortolani, calzolai, sarti, muratori e, infine, massai.
Non bisogna pensare alla Faradda come ad una corsa forsennata. La processione procede lentamente lungo tutto corso Vittorio Emanuele (arteria principale) scandita dal suono del tamburo e del piffero, tra evoluzioni, oscillazioni e studiate coreografie. Spesso due candelieri si avvicinano e “ballano” uno di fronte all’altro; talvolta si organizzano anche dei “gemellaggi”: due capo-candelieri si scambiano i ceri e fanno ballare l'uno il candeliere dell’altro. Uno dei momenti più scenografici è il cosiddetto "bacio" fra i ceri: i candelieri  vengono inclinati, quasi a fare un inchino, con i due capitelli che si toccano.
Altro rito importante della processione è il cosiddetto: Intregu; per tradizione, il sindaco e la giunta attendono la processione presso l'antico "Palazzo di città": qui: i massai, dopo aver scambiato il loro vessillo con il gonfalone comunale e aver brindato alla lunga vita ("A zent'anni!"), invitano il sindaco ad unirsi al corteo.
In corso Vico, il candeliere dei muratori non raggiunge subito la chiesa, ma devia verso largo Porta Utzeri dove, un tempo, c’era un antico ingresso alla città; qui, prima di raggiungere gli altri candelieri, esegue alcune evoluzioni per scongiurare l’arrivo di una nuova epidemia di peste.
Una volta che la processione è giunta sul sagrato della chiesa di Santa Maria di Betlem (ormai è vicina la mezzanotte), i candelieri fanno il loro ingresso in chiesa (rispettando antiche regole): l’ordine di entrata è inverso rispetto a quello della sfilata. Così, subito dopo le autorità tocca ai Massai. Prima che il cero dei viandanti varchi l’ingresso, per attirare la buona sorte, i Gremianti danno l'ordine di spezzare la croce con la bandiera dell'obriere che sta in cima al capitello.
Dopo la cerimonia finale, il voto è sciolto ed il Gremio dei Massai accompagno il sindaco fino in municipio. Il giorno seguente, Ferragosto, si svolge, partendo dalla Cattedre di San Nicola, la consueta Processione dell’Assunta (che vede la partecipazione di tutti i Gremi).

ALTRI EVENTI
LA DISCESA DEI PICCOLI CANDELIERI (5 AGOSTO)
Da vent’anni la Faradda è anticipata dalla Discesa dei Piccoli Candelieri, dedicata ai piccoli aspiranti portatori e tamburini (che non hanno superato i 13 anni di età).
Promossa dall’InterGremio in collaborazione con il Comune di Sassari, si svolge, generalmente il 5 agosto e si propone di tramandare non solo la storica tradizione della Faradda, ma anche, e soprattutto, i suoi valori più autentici.
I piccoli protagonisti, pur ispirandosi ai tradizionali ceri votivi, avranno grande libertà di espressione: l’importante è che il Candeliere non sia più alto di un metro e mezzo.
La Discesa dei piccoli parte, intorno alle 18 (dopo la vestizione presso il mercato civico storico); la processione inizierà da Porta S. Antonio, e, dopo aver percorso Corso Vico si concluderà nel piazzale della Chiesa di Santa Maria di Betlem.

Discesa dei medi candelieri (10 agosto)
La sfilata vede protagonisti i giovani ed è caratterizzata da candelieri molto simili ai ceri votivi originali, ma dal peso decisamente inferiore.
Generalmente, la sfilata inizia intorno alle 17 da Largo Cavallotti e arriva, tra evoluzioni e coreografie, alla Chiesa di Santa Maria di Betlem passando per piazza Azuni, corso Vittorio Emanuele, porta Sant’Antonio e corso Vico.
Il candeliere d’oro, d’argento e di bronzo e il candeliere d’oro speciale
La Faradda di li candareri rappresenta anche l'occasione per premiare, con il Candeliere d'oro, il Candeliere d'argento ed il Candeliere di Bronzo, i sassaresi emigrati all’estero o, semplicemente in Continente, e tornati in città proprio per l'omaggio alla Madonna. Viene, inoltre, assegnato il “Candeliere d’oro speciale”, un premio per cittadini ed istituzioni che “abbiano dato lustro alla città di Sassari e alla Sardegna, distinguendosi per capacità e impegno nei campi dello sport, dell’economia, della politica, della cultura, delle scienze, dei problemi sociali ed in modo particolare a tutti coloro che si sono prodigati per la pace fra i popoli”.

 

Luogo
07100 Sassari SS, Italia

 

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Altre date


  • 14 Agosto 2017 18:00

 

Lista Partecipanti

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