Martedì, 11 Luglio 2017 10:24

Castelsardo

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La storia di castelsardo

Abitata fin dal Neolitico, per via della sua ottima posizione geografica e per la presenza di approdi naturali, anche Castelsardo fu scelta da popolazioni pre-nuragiche e nuragiche; in particolar modo, i Romani abitarono, e svilupparono dal punto di vista commerciale, la zona dell'odierno porto turistico.

Con la caduta dell'Impero Romano, anche Castelsardo, finì sotto il controllo dei vari Giudici e visse vicende alterne, soprattutto quando il Giudicato di Torres decise di donare agli ordini monastici gran parte delle sue terre. Così, non lontano dal centro cittadino sorse l'importantissimo monastero benedettino di Tergu;  il monastero di eremiti antoniani sul colle di Frigiano, invece, divenne uno dei principali poli di aggregazione della popolazione rurale, fino a quando nel 1102 fu trasformato in un lazzaretto in seguito alla fondazione del Castelgenovese, il castello dei Doria. Pian piano, gli abitanti si spostarono, quindi, all’interno della rocca, dotata, tra l’altro, di un approdo indipendente. Dopo i Doria, il castello fu abitato anche dai Giudici di Arborea (appartenenti al casato dei Cappai de Baux), fino all’arrivo degli aragonesi.

castelsardo vista aerea 1

Nel 1448 Castelsardo passò sotto i controllo aragonese e nominata Città Regia. Dopo esser divenuta sede vescovile, nel 1520 (anche se non vi sono fonti ufficiali in proposito) il paese venne rinominato Castillo Aragonés (Castel Aragonese), mentre sul finire del Cinquecento iniziò la costruzione della Cattedrale.

Nel 1767 durante il regno di Carlo Emanuele I, la cittadina prese l’attuale nome, Castelsardo, ma non tolse dallo stemma comunale le “barre d'Aragona”.
La prima metà dell’Ottocento fu tutt’altro che semplice per Castelsardo e l’atteggiamento autoritario e poco illuminato dei proprietari terrieri non migliorò certo la situazione.  L’arrivo della peste, infine, decimò un paese oramai allo stremo. Come la cittadina superò il periodo più buio della propria storia e divenne il bellissimo borgo medievale che oggi conosciamo? Grazie al ritorno di molti emigranti, ai finanziamenti statali e regionali e all’industria del turismo che, nel corso del Novecento, seppe lanciare, e valorizzare, una splendida ed affascinante località di mare.

Il TERRITORIO
Il promontorio di Castelsardo si affaccia sul golfo dell'Asinara ed è il principale centro della storica regione dell'Anglona (delimitata a nord dal mare, a sud dal Monte Sassu, a est dal fiume Coghinas, ed a ovest dal fiume Silis e dal Monte Pilosu). La cittadina, che ospita circa 6.500 abitati (castellanesi) si sviluppa su una superficie di 43,34 km² ed è caratterizzata da un’altitudine media sul livello del mare di 114 metri.
Suddiviso in 4 frazioni (Lu Bagnu, Multeddu, San Giovanni e Terra Bianca), Castelsardo, in provincia di Sassari, confina con i comuni di Sedini, Sorso, Tergu e Valledoria.
Il territorio di Castelsardo risulta in buona parte collinare ed è ricoperto dalla tipica macchia mediterranea (erica, ginestra, rosmarino, viburno, euforbia, corbezzolo, lentisco e ginepro); i boschi, comunque, si estendono, al massimo, per qualche decina di ettari (a questo proposito ricordiamo che è in atto un programma di forestazione). Non è raro incontrare: donnole, cinghiali, lepri, conigli selvatici e, soprattutto, greggi di pecore e mandrie di mucche.
Il terreno risulta composto soprattutto da banchi di trachite, ma anche da tufo e argilla. In località Multeddu, merita menzione la roccia dell'Elefante, un grosso masso trachitico e andesitico; originariamente il masso faceva parte del complesso roccioso di monte Castellazzu dal quale si distaccò rotolando a valle.

SPIAGGE
Il litorale di Castelsardo si contraddistingue per la presenza di roccia trachitica e, quindi, di diverse scogliere a picco sul mare. Non mancano comunque deliziose calette di sabbia. Scopriamo, insieme, le più belle spiagge di questo angolo di Sardegna:

  1. SPIAGGIA LA MARINA: si sviluppa nel cuore di Castelsardo e nonostante le dimensioni piuttosto contenute è molto frequentata. Ben attrezzata, questa spiaggia dominata dal castello medievale presenta sabbia compatta, a grani medi, di colore beige.  Alle estremità si possono notare diversi scogli. Il mare, colore dello smeraldo, si caratterizza per fondali bassi e sabbiosi.
  2. SPIAGGIA LU BAGNU: è una delle spiagge più amate e frequentate del Golfo dell'Asinara. Facilmente raggiungibile, e ben tenuta, si trova a due passi dall’omonima frazione. Orlato da qualche duna, questo arenile di sabbia dorata mista a ciottoli è bagnato da un mare cristallino, di una policromia iridescente, con fondali che, però, si fanno presto profondi. E’ molto frequentata anche da chi pratica snorkeling e immersioni.

    lubagnu

  3. SPIAGGIA DEL SACRO CUORE: è la parte più settentrionale della spiaggia di Lu Bagnu e presenta un arenile dorato, con qualche scoglio piatto. Riparata dai venti da un'alta scogliera scura, vanta un mare di un azzurro cangiante e fondali piuttosto rocciosi, ma scenografici (motivo per cui è molto amata da chi fa snorkeling). Non è attrezzata.
  4. SPIAGGIA DI PUNTA TRAMONTANA: piccola spiaggia di ciottoli grigi (qua e là ci sono sprazzi sabbiosi), punteggiata da rocce e scogli. Rocciosi sono anche, in buona parte, i fondali. Tranquilla e mai affollata, può contare su un mare cristallino.
  5. SPIAGGIA DI FRIGGIANU: piccolo arenile caratterizzato da sabbia chiara e compatta, anche se nella parte nord – nei pressi della Torre di Friggianu – vi sono alcune rocce. Il mare, dalle mille sfumature d’azzurro, si apre in corrispondenza del porticciolo turistico e può contare su fondali sabbiosi, che degradano dolcemente.
  6. CALA LA VIGNACCIA: si sviluppa ad est del centro medievale e presenta diverse insenature, intervallate da scogliere. L’arenile è di sabbia chiara e compatta, con qualche ciottolo ed è bagnato da un mare smeraldino con un fondale, di sabbia e roccia, di media profondità. La spiaggia non è attrezzata, ma nelle vicinanze si possono trovare bar e ristoranti.
  7. CALA OSTINA: racchiusa da due alti promontori è una delle spiagge più amate. L’arenile, lungo un centinaio di metri è di sabbia dorata (con qualche ciottolo levigato) ed è bagnato da un mare azzurrissimo, con fondali medio-bassi, a tratti rocciosi. Non attrezzata (può contare solo un parcheggio nelle vicinanze), è immersa in uno scenografico contesto naturale.
  8. SPIAGGIA DI PEDRALADDA: prevalentemente rocciosa (anche se si possono trovare dei tratti sabbiosi) è bagnata da un mare dalle mille cromie di blu. Il fondale, anch’esso roccioso, è piuttosto profondo.

SAGRE ED EVENTI

  1. SANT’ANTONIO ABATE: il 17 gennaio, Castelsardo, festeggia il suo santo patrono. Anche qui, come in numerosi centri sardi, si è soliti festeggiare con un grande falò (acceso sul piazzale della Cattedrale e benedetto). Come da tradizione si svolgono, poi, i vespri solenni e la processione per le vie del paese, con il simulacro di Sant’Antonio. Interessante è anche il programma non religioso: musica e danze popolai, giochi per bambini, degustazioni di vini locali e caldarroste per tutti.
  2. SETTIMANA SANTA: tra gli eventi più sentiti ci sono i riti della Settimana Santa, organizzati dalla Confraternita di Santa Croce fin dal XVI secolo. Le celebrazioni si aprono il lunedì successivo alla Domenica delle Palme (Lunissanti) e continuano il giovedì (La Prucissioni) ed il venerdì (Lu Lcravamentu).
    processione castelsardo
    In occasione del Lunissanti, i membri della Confraternita si recano, già dalle prime luci dell’alba, alla chiesa di Santa Maria dove si dividono in  Apostuli (vestiti con una tunica bianca,  portano i simboli della passione, della crocifissione e della deposizione di Cristo) e in Li Cantori (suddivisi, a loro volta, in tre cori a quattro voci). Entrambi intonano canti di origine pregregoriana.
    Terminata la funzione religiosa ha inizio una suggestiva processione verso la Basilica di Nostra Signora di Tergu.
    Al tramonto, inizia la particolarissima “Notti Santa” ed il centro di Castelsardo viene illuminato da Li Fiaccoli (fiaccole) dei Li Fraddeddi (i confratelli) e de Li Sureddi (le consorelle).
    Il giovedì Santo si svolge, tra suggestivi cori, La Prucissioni (la processione) con Lu Crucifissu e Maria di lu Pientu (il medievale simulacro dell'Addolorata) che ricorda l'incontro tra la Vergine e il Cristo ormai agonizzante (rappresentato da una trecentesca statua lignea).
    Il venerdì Santo è il giorno del Lu Ilcravamentu, ossia della sacra, e antica, rappresentazione della deposizione del Cristo dalla croce. Dopo la processione – che va alla Chiesa di Santa Maria fino alla Cattedrale – per tradizione, il Cristo viene liberato dai chiodi e dalla corona di spine.
  3. PASQUETTA IN MUSICA: il Lunedì dell’Angelo si festeggia con tanta musica dal vivo (tanti gli artisti, anche internazionali, che nel corso degli ultimi anni hanno partecipato all’evento), bancarelle d’artigianato ed incontri culturali. Uno dei momenti più attesi della giornata è il picnic al parco di Lu Grannaddu.

I BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA: il 17 giugno si è svolta la tre giorni dedicata ai borghi più belli d'Italia con tante mostre e l’apertura dello Stand “Sardegna 2017: Primavera nei Borghi”. Castelsardo, dunque, per un intero fine settimana, è stata l'epicentro dei 271 borghi più belli d'Italia.

CARNEVALE ESTIVO: il carnevale, a Castelsardo, si festeggia in piena estate. O almeno così era fino al 2016 (per il 2017, l’evento non è stato confermato). Il Rio de Frijaneiro da quasi 10 anni animava l’estate con balli (e ballerine brasiliane!), canti, musica, carri allegorici ed importati ospiti. Per tradizione, la sfilata (fino alla spiaggia della Marina) è sempre stata aperta dalle maschere sarde.

WORLD MUSIC FESTIVAL: anche per questo importante evento non si hanno conferme per l’edizione 2017. II WMF è una rassegna di concerti musicali di carattere nazionale ed internazionale, organizzata dalla prestigiosa Cooperativa teatro e/o Musica.

UN’ISOLA IN RETE: Castelsardo celebra la fine dell’estate con un grandioso festival letterario che vede protagonisti scrittori emergenti e non.

CAPODANNO: il centro sardo è solito organizzare un bel veglione in Piazza Nuova - Castello dei Doria. Il mattatore dell’edizione 2016 è stato Max Gazzè. Ancora non si sa chi salirà sul palco il prossimo 31 dicembre.

PRODOTTI TIPICI
Castelsardo è famosa nel mondo per la produzione artigianale dei cestini in palma nana e rafia: piccoli e grandi capolavori intrecciati, realizzati a mano con pazienza, dedizione ed amore. Corbule (di forma tronco-conica, hanno la base piccola e i bordi alti) e canestri (dal bordo più basso) caratterizzano l’arte locale e sono pezzi irrinunciabili del “corredo del pane” di ogni sposa. Tipica è anche la pòntina, capiente contenitore dalla forma cilindrica dotato di coperchio; originariamente era utilizzato per la biancheria o per i legumi, mentre oggi, ha soprattutto funzione ornamentale.
Presso il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, ospitato nelle sale del Castello, si possono scoprire non solo le diverse tecniche dell’intreccio, ma anche ammirare alcuni dei manufatti più belli.
Molto diffusa è l’arte della tessitura. La lana, la principale materia prima, viene lavorata a telaio, immediatamente dopo la tosatura, dalle donne di casa. I manufatti più tipici sono: arazzi, tappetti, bisacce e coperte da letto "is fenugas" o "burras" (realizzate cucendo assieme tre teli tessuti separatamente). Castelsardo è nota anche per la sua arte orafa, ed in particolar modo per la lavorazione della filigrana. Anche qui, i gioielli non sono solo un’espressione artigianale tra le più raffinate, ma vanno ad impreziosire agli abiti tradizionali.

Infine, ricordiamo che il centro principale dell'Anglona è molto attivo nella lavorazione della ceramica, anche se buona parte della produzione ha un fine utilitaristico.

La gastronomia locale è legata alle tradizioni agricole e pastorali, ed ovviamente, alla pesca (non è un caso che in molti affermino che a Castelsardo si possa mangiare la più gustosa aragosta del Mediterraneo). Merita menzione d’onore la Zuppa di pesce alla castellanese (rigorosamente servita con pane Civraxiu abbrustolito) preparata con cozze, arselle, pesce cappone, pesce san pietro, scorfano, gallinella, dentice, aragostella, gamberi, seppie e qualche fogliolina di basilico.
Tra i salumi, vanno ricordati la coppa sarda (dolce e gustosa) e la salsiccia (ottenuta riempiendo budello naturale con un impasto di parti sia grasse che magre, unito ad aromi e spezie)

Oltre che sui tradizionali amaretti, la produzione dolciaria e pasticcera di Castelsardo si concentra su: formaggelle (is Pardules, ossia cestini ripieni di ricotta), i papassini (pabassinos, biscotti glassati con uvetta, preparati in occasione di Ognissanti) e i cucciuleddi (squisiti dolcetti a base di miele e mandorle).

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