Giovedì, 29 Giugno 2017 10:02

Economia e turismo della Sardegna

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Chi pensa che la Sardegna sia solo un’isola di pastori dice solo una mezza verità, perché anche se l’allevamento delle pecore è fondamentale per l’economia della Sardegna, essa ha anche altro. Infatti l’economia della Sardegna oltre all’allevamento si basa anche sull’agricoltura, sulle miniere, sulle industrie e sulla pesca.

  1. L’allevamento: la Sardegna oltre ad all’allevare le pecore, specialmente nelle zone interne e centrali dell’isola, all’alleva anche capre di montagna e il bue rosso del Montiferru. Oltre a ricavare la carne, ricavano dal latte tante varietà di formaggi, inoltre importano in tutta Italia latte ovino. Come da tradizione antica risalente alla dominazione aragonese, i sardi all’allevano cavalli, specialmente la razza anglo-arabo;
  2. L’agricoltura: l’agricoltura della Sardegna al giorno d’oggi è strettamente legata a produzioni specializzate come quelle di olivicoltura, quelle vinicole e quelle del carciofo, che tra l’altro è l’unico prodotto agricolo che viene esportato. Hanno esteso le colture introducendo anche ortaggi e frutta, come barbabietole e arance e nella piana del Campidano coltivano orzo, frumento e avena. Inoltre avendo l’isola un patrimonio boschivo hanno tantissima quercia da sughero che viene esportata;
  3. Le miniere: la Sardegna è la regione italiana che ha il sottosuolo ricco di minerali. Infatti nel 1800 furono aperte le prime miniere di antimonio, bauxite e carbone, le miniere più ricche si trovano nel Sulcis, Nella Nurra, nel Sarrabus, nell’Iglesiante e nella zona dell’Argentiera;
  4. Le industrie: negli anni ’60-’70 grazie ai finanziamenti statali si è vista la nascita del settore industriale sardo. In questa maniera sono nati i grandi complessi petrolchimici e le raffinerie per la lavorazione del greggio, che sono attualmente tra le più importanti d’Europa, inoltre per conto della Saipem si producono anche piattaforme petrolifere. Nelle zone dei Nuoro e Ogliastra ci sono aziende specializzate nella produzione di fibre tessili sintetiche e industri di carta;
  5. La pesca: oggi la pesca resa insicura nel periodo dei saraceni, sta entrando di nuovo a far parte dell’economia sarda. E’ molto praticata nelle zone di Alghero, di Cagliari e delle coste del Sulcis, nelle zone dell’Oristanese i pescatori coltivano nelle pescherie e nei vasti stagni prevalentemente i cefali e le anguille, invece nelle zone di Santa Teresa e di Alghero si pesca l’aragosta e si fa la raccolta del corallo. Molto importante è anche la pesca del tonno di Portoscuso e di Carloforte che viene esportato persino in Giappone.

Il turismo in Sardegna Grazie al suo clima mite, alla purezza delle acque marine ed ai paesaggi incontaminati la Sardegna ogni anno attira tantissimi turisti. I primi investimenti nel turismo risalgono al 1948 attraverso l’Ente sardo industrie turistiche (ESIT) con la promozione e la realizzazione delle prime infrastrutture. Il primo boom turistico fu negli anni ’50-’60 nelle zone di Alghero e sulla riviera del Corallo. Ma il vero boom turistico fu nei primi anni ’60 quando il principe ismailita Aga Khan fondò la Costa Smeralda e con il luogo di elezione Porto Cervo.

Questa zona subito divenne d’elitè, grazie alle sue infrastrutture oltre che alla sua bellezza naturale e per la sua vicinanza all’arcipelago della Maddalena. I suoi centri principali divennero subito meta di personaggi famosi nazionali ed internazionali. Visto la riuscita di questa iniziativa anche nelle altre zone come Capriccioli, Cala Volpe ed anche nel resto di tutta l’isola, si crearono infrastrutture. In questa maniera in pochi anni su tutta la Sardegna si sviluppò il turismo, diventando un economia molto importante per i sardi.

Oggi la crescita del turismo nell’isola non ha niente da invidiare alle altre regioni italiane, non solo nelle zone costiere ma anche in quelle interne e si deve questa crescita del turismo alla buona ospitalità ed alle ottime strutture. Per i turisti la scelta è ampia e le possibilità di soggiorno sono tantissime, come Residence, Hotel, oppure soluzioni più economiche o rustiche come Bed and Breakfast e Agriturismo. Invece per chi ama stare a contatto con la natura può scegliere la soluzione di soggiornare nei Campeggi.

I turisti che preferiscono il mare possono optare per diverse zone in base al tipo di vacanza che vogliono, ad esempio per chi ama le zone d’elite cosmopolita deve andare sulla Costa Smeralda e sulla zona di Olbia (Porto rotondo e Porto Cervo). Invece per chi predilige una vacanza tradizionale e accessibile deve andare nelle zone di Alghero, SanTeodoro, Santa Teresa di Gallura, Golfo Aranci, etc. Ci sono comunque anche zone poco conosciute dove si può passare una bellissima vacanza senza farsi mancare nulla, con sistemazioni a prezzi veramente economici.

Nonostante l’afflusso di tantissimi turisti, la Sardegna conserva inalterato il suo meraviglioso paesaggio incontaminato, dando al turista una sensazione veramente unica ed emozionante.

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